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L’isola di Montecristo

Se non avete ancora organizzato le vostre vacanze o siete indecisi sulla vostra meta: vi diamo qualche consiglio sull’Isola di Montecristo!

 

L’Isola tra natura e leggenda

Isola Montecristo viaggiL’Isola di Montecristo, un tempo chiamata Oglasa, è una delle isole più selvagge e inaccessibili del Parco Nazionale Arcipelago Toscano e costituisce anche una Riserva Naturale Statale Integrale con decreto

ministeriale del 4 marzo 1971 per tutelare la natura peculiare dell’isola e Riserva Naturale Biogenetica.

Secondo una leggenda, l’origine del nome Montecristo sarebbe riconducibile a San Mamiliano,

che dopo essere stato fatto prigioniero e schiavo riuscì a fuggire e a rifugiarsi sull’isola dove visse in solitudine e meditazione in una grotta, chiamata infatti Grotta del Santo, ribattezzando l’isola in “Mons Christi”.

La leggenda racconta inoltre la coraggiosa uccisione da parte di Mamiliano, di un terribile drago alato guardiano dell’isola, alla morte del quale sul luogo del combattimento, sarebbe scaturita una sorgente d’acqua purissima.

L’isola è stata resa famosa dal celebre romanzo di Alexander Dumas “Il Conte di Montecristo”, che racconta la storia di un leggendario tesoro nascosto proprio a Montecristo nell’Abbazia di San Mamiliano, costruita nel ‘600 da monaci benedettini.

 

Flora e fauna

Isola Montecristo viaggiMontecristo è un’isola prevalentemente composta di granito grigio-rosa e visivamente ha una forma a piramide che dà l’idea di inespugnabilità.

Sono presenti pochi sentieri che consentono di raggiungere le cime delle due vette più alte: Monte Fortezza (645 metri) e Cima dei Lecci (563 metri).

Le sue coste a picco sul mare non permettono un facile approdo all’isola, infatti l’unico punto accessibile è Cala Maestra, sul versante occidentale.

Le condizioni che hanno impedito un’influenza antropica a Montecristo,

hanno favorito il prosperare della flora e della fauna di molte specie un tempo diffuse in tutta l’area dell’Arcipelago.

La copertura vegetale è costituita da una bassa macchia mediterranea di arbusteti a prevalenza di erica arborea, rosmarino, cisto, elicriso e maro

e costituisce un rifugio importante per gli uccelli migratori.

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